Come strutturare un percorso nutrizionale di 3 mesi (e presentarlo al paziente)

Un percorso nutrizionale è un servizio con una durata definita (per esempio 3 mesi), un insieme di incontri e strumenti già stabiliti e un prezzo unico. Al posto di “una visita e poi vediamo”, il paziente sa fin dall’inizio cosa riceverà, per quanto tempo e quanto costa. Per te significa entrate più prevedibili e pazienti che arrivano in fondo.
Cosa mettere dentro un percorso di 3 mesi
Un percorso ben costruito comprende tutto quello che serve per accompagnare il paziente, anche le cose che oggi magari fai gratis:
- prima visita e anamnesi;
- piano alimentare e sue revisioni;
- controlli programmati (per esempio ogni 3-4 settimane), già in calendario;
- supporto tra un controllo e l’altro, con regole chiare (canale, orari, tempi di risposta);
- materiali utili al paziente (guide, liste della spesa, schede).
La regola è semplice: tutto quello che fai deve stare nel prezzo. Il lavoro invisibile non pagato è quello che abbassa il tuo scontrino orario.
Come calcolarne il prezzo
- Calcola il tuo scontrino orario minimo: obiettivo annuo ÷ ore di lavoro in un anno.
- Conta le ore vere del percorso: visite, controlli, elaborazione dei piani, messaggi. In media un percorso di 3 mesi richiede circa 10 ore.
- Moltiplica: ore del percorso × scontrino minimo = prezzo minimo del percorso.
- Aggiungi il valore: se il percorso comprende materiali, una specializzazione o un supporto più ampio, il prezzo può (e deve) essere più alto del minimo.
Come presentarlo in prima visita
Il percorso non si vende con un listino appeso al muro: si propone dopo aver capito la situazione della persona.
- Ascolta e fai domande sulla situazione attuale e sull’obiettivo.
- Riassumi con parole tue quello che hai capito: il paziente deve sentirsi compreso.
- Spiega come lavori: perché la continuità conta e cosa comprende il percorso.
- Presenta il prezzo una volta sola, con chiarezza, e le eventuali rate.
- Lascia spazio alle domande senza fare pressione. La scelta resta del paziente.
Gli errori da evitare
- Promettere risultati: si descrive il servizio, non l’esito.
- Fare sconti per chiudere: abbassano lo scontrino e il valore percepito.
- Lasciare fuori i controlli: se il paziente deve ricomprarli uno a uno, il percorso torna a essere una serie di visite.
- Non mettere regole al supporto: i messaggi senza limiti sono il primo modo per lavorare il doppio.
Le domande più frequenti
Il paziente può pagare a rate?
Sì, con poche rate fisse e già stabilite (per esempio una al mese). È importante che il percorso sia scelto per intero.
Cosa succede alla fine dei 3 mesi?
Si fa il punto e si valuta insieme se proseguire con una nuova fase o con un mantenimento a frequenza più bassa.
Posso proporlo anche online?
Sì, se la tua professione e le norme del tuo ordine lo consentono per il tipo di prestazione che offri. La struttura del percorso resta la stessa.
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