LAZYNUTRITIONIST
← Tutti gli articoli
Marketing

Instagram per nutrizionisti: cosa puoi pubblicare e cosa no

23 Ottobre 2026 · 6 min di lettura · di Andrea Larosa

Cosa non puoi pubblicare (e cosa sì)

Su Instagram un nutrizionista può pubblicare informazioni sul proprio servizio (titoli, specializzazioni, cosa offre, prezzi) e contenuti generali di educazione alimentare. Non può usare elementi attrattivi o suggestivi: offerte, sconti, promozioni, promesse di risultato, enfasi sui risultati ottenuti. Le foto “prima e dopo” dei pazienti e le testimonianze di risultati rientrano, nella lettura più prudente, tra gli elementi suggestivi, e coinvolgono dati sanitari. Le regole vengono dalla legge e dal codice deontologico, e valgono su qualsiasi canale.

Le regole che valgono anche su Instagram

La legge

La legge 145/2018, art. 1, comma 525, nel testo sostituito dal decreto-legge 69/2023, stabilisce che le comunicazioni informative degli iscritti agli albi delle professioni sanitarie possono contenere unicamente le informazioni previste dall’art. 2, comma 1, del decreto-legge 223/2006 (convertito dalla legge 248/2006): titoli e specializzazioni professionali, caratteristiche del servizio, prezzo e costi complessivi. Resta escluso qualsiasi elemento di carattere attrattivo e suggestivo, comprese offerte, sconti e promozioni. Il comma 536 prevede che gli Ordini procedano in via disciplinare in caso di violazione.

Il codice deontologico dei biologi

Il codice deontologico FNOB (30 ottobre 2024) riprende la stessa regola all’art. 36: pubblicità informativa ammessa con ogni mezzo, con trasparenza, ma senza elementi attrattivi e suggestivi. L’Ordine può verificare le campagne degli iscritti. In più:

  • art. 3: il biologo si astiene dall’esaltare ed enfatizzare la propria competenza o i risultati ottenuti;
  • art. 20: è concorrenza sleale usare strumenti pubblicitari lesivi del decoro o il logo dell’Ordine a fini pubblicitari;
  • art. 7: riservatezza su tutto ciò che riguarda la prestazione.

Le linee guida FNOB per il biologo in ambito nutrizionale aggiungono due punti utili per i social: le rubriche di approfondimento sono consentite se danno informazioni generali di educazione alimentare, che prescindono dal singolo caso e non sono un veicolo diretto per trovare clienti; il professionista non può vendere prodotti né fare da intermediario, e se promuove un prodotto deve dichiarare espressamente che è un messaggio promozionale.

Il codice deontologico del dietista

Per i dietisti, il codice della Federazione TSRM e PSTRP chiede un’informazione al pubblico senza elementi promozionali o suggestivi e senza notizie che alimentino illusioni o false aspettative (art. 25), una pubblicità corretta e veritiera (art. 26) e il rispetto del decoro anche sul web e sui social (art. 27).

Cosa puoi pubblicare

  • Profilo e bio: titolo professionale, eventuali specializzazioni, dove ricevi, come prenotare.
  • Il tuo servizio: come si svolge il percorso, cosa comprende, quanto dura, quanto costa. La trasparenza sul prezzo è espressamente ammessa.
  • Educazione alimentare generale: spiegazioni basate su evidenze scientifiche, chiarimenti su argomenti molto cercati, risposte a domande frequenti, sempre senza riferimento a un caso singolo.
  • Come lavori: lo studio, la preparazione di un controllo, gli strumenti che usi, la tua formazione.
  • Eventi e incontri: date di incontri informativi o collaborazioni, senza offerte legate alla partecipazione.

Cosa evitare

  • Sconti, offerte e promozioni: “prima visita a metà prezzo”, codici sconto, “black friday”. Sono esclusi in modo esplicito.
  • Promesse di risultato: “perdi 5 kg in un mese”, “risultati garantiti”. Sono elementi suggestivi e possono creare false aspettative.
  • Prima e dopo dei pazienti: il codice dei biologi non li nomina, ma mostrano un risultato in modo suggestivo e sono immagini che riguardano la salute di una persona. La lettura prudente è non usarli; se hai dubbi, chiedi al tuo Ordine prima di pubblicare.
  • Testimonianze sui risultati: un messaggio di un paziente soddisfatto ripubblicato come prova di efficacia ha lo stesso problema.
  • Consigli personalizzati in commenti e DM: le informazioni devono restare generali. A chi ti scrive per il suo caso, spiega come lavori e come prenotare una visita.
  • Vendita o promozione di prodotti non dichiarata: per i biologi la vendita e l’intermediazione sono escluse, la promozione va dichiarata.
  • Confronti con i colleghi e toni denigratori.
  • Il logo dell’Ordine usato come elemento grafico promozionale.

Una tabella per decidere in fretta

ContenutoSi può?Perché
“Percorso di 3 mesi: prima visita, 4 controlli, 450 €”SìCaratteristiche del servizio e prezzo
“Solo questo mese: percorso a 350 € invece di 450 €”NoOfferta e sconto
Carosello su come leggere un’etichettaSìInformazione generale
“La mia paziente ha perso 10 kg: ecco il prima e dopo”No (lettura prudente)Elemento suggestivo e dati sanitari
Risposta a un DM con un consiglio sul suo casoNoConsiglio individuale fuori dalla visita
Video dello studio e di come si svolge una visitaSìCaratteristiche del servizio

Il controllo prima di pubblicare

Prima di ogni post, reel o sponsorizzata fatti cinque domande:

  1. Sto dando un’informazione o sto cercando di attirare con un’offerta?
  2. C’è una promessa di risultato, anche implicita?
  3. Si parla di un paziente o di un caso riconoscibile?
  4. Il contenuto è corretto e verificabile?
  5. Lo mostrerei senza problemi al mio Ordine?

Se una risposta ti mette a disagio, riscrivi il contenuto. Le stesse regole valgono per le sponsorizzate: la pubblicità informativa è ammessa con ogni mezzo, quindi anche a pagamento, ma con gli stessi limiti.

Le regole dicono cosa puoi pubblicare. Per capire come organizzare i contenuti perché portino richieste di consulenza, nel video qui sotto Andrea Larosa spiega alla lavagna il funnel su Instagram: contenuti TOFU, MOFU e BOFU e la programmazione della settimana.

Ecco perché non prendi clienti da Instagram: video di Andrea Larosa alla lavagna
Video (10 minuti): Ecco perché non prendi clienti da Instagram, Andrea Larosa alla lavagna su funnel e contenuti TOFU, MOFU e BOFU. Dal canale Lazy System TV.

Perché le regole non frenano la crescita

Un profilo chiaro su chi sei, come lavori e quanto costa il tuo servizio porta richieste da persone già informate, che arrivano in visita con le aspettative giuste. È l’approccio che Andrea Larosa porta nel lavoro di LazyNutritionist: comunicazione utile, rispettosa delle regole, collegata a un servizio definito. Per gli altri canali, leggi come trovare pazienti come nutrizionista e la pagina su deontologia e business etico.

Se vuoi rivedere il tuo profilo e la tua comunicazione con questo metro, prenota una consulenza gratuita.

Le domande più frequenti

Un nutrizionista può pubblicare i prezzi su Instagram?

Sì. La pubblicità informativa su prezzi e costi complessivi delle prestazioni è ammessa con ogni mezzo, purché trasparente. Quello che non puoi pubblicare sono offerte, sconti e promozioni.

Si possono pubblicare le foto prima e dopo dei pazienti?

Il codice deontologico dei biologi non le cita espressamente, ma la legge e il codice escludono qualsiasi elemento suggestivo, e le foto riguardano la salute del paziente. La scelta prudente è non pubblicarle; in caso di dubbi, chiedi un parere al tuo Ordine.

Posso fare sponsorizzate come nutrizionista?

Sì, la pubblicità informativa è ammessa con qualsiasi mezzo, anche a pagamento. Valgono gli stessi limiti: niente offerte, sconti, promozioni o promesse di risultato.

Posso rispondere alle domande nei DM?

Puoi rispondere su come lavori, cosa comprende il servizio e come prenotare. I consigli sul caso specifico vanno dati nella visita, dopo la valutazione: sui social le informazioni devono restare generali.

Un nutrizionista può collaborare con un marchio e promuovere un prodotto?

Le linee guida FNOB escludono che il biologo venda prodotti o faccia da intermediario. Se promuovi un prodotto, devi dichiarare espressamente che si tratta di un messaggio promozionale. Prima di accettare una collaborazione, valuta anche il possibile conflitto di interessi.

Leggi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *