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Prezzi e margine

Quanto far pagare una visita nutrizionale? Dal prezzo a visita al percorso

23 Ottobre 2026 · 3 min di lettura · di Andrea Larosa

La tua visita vale di più

Il prezzo giusto di una visita nutrizionale non si decide guardando il collega della porta accanto. Si calcola partendo da quanto vuoi incassare in un anno e da quante ore vuoi lavorare: dividendo il primo per il secondo ottieni il tuo scontrino orario minimo, cioè quanto deve valere ogni ora di lavoro. Ed è lì che spesso si scopre che la visita singola rende molto meno di quanto sembra.

Che cos’è lo scontrino orario minimo

Lo scontrino orario minimo è l’incasso che ogni ora di lavoro deve produrre per arrivare all’obiettivo annuo:

obiettivo annuo ÷ (ore di lavoro a settimana × settimane lavorate in un anno)

Le ore vanno contate tutte: le visite, ma anche l’elaborazione del piano, i controlli, i messaggi dei pazienti, la burocrazia e il tempo tra un appuntamento e l’altro.

Un esempio con i numeri

Giulia, biologa nutrizionista, vuole incassare 45.000 € lordi in un anno lavorando 30 ore a settimana per 46 settimane.

  • Ore in un anno: 30 × 46 = 1.380
  • Scontrino orario minimo: 45.000 ÷ 1.380 = 33 € l’ora

Oggi Giulia fa la prima visita a 100 € e i controlli a 60 €. La prima visita però le richiede circa 3 ore, tra appuntamento, elaborazione del piano e messaggi: lo scontrino vero è 33 € l’ora, appena al minimo. I controlli, con la revisione del piano, richiedono circa 2 ore: 30 € l’ora, sotto il minimo. E ogni paziente che non prenota il controllo è un percorso interrotto a metà.

Il problema della visita singola

Con la visita singola il paziente decide ogni volta se tornare. Le entrate cambiano da un mese all’altro, il passaparola diventa l’unica fonte di nuovi pazienti e i risultati, che arrivano con la continuità, si perdono per strada.

Perché passare a un percorso a prezzo unico

Un percorso di 3 mesi con prima visita, controlli e piano già inclusi, a prezzo unico e pagato all’inizio (o in poche rate fisse), cambia le cose:

  • il paziente si impegna per tutto il percorso, quindi la continuità aumenta;
  • tu sai in anticipo quante ore ti richiederà (in media circa 10 ore in 3 mesi tra visite, controlli, piano e messaggi), quindi puoi verificare che rispetti il tuo scontrino minimo;
  • le entrate diventano prevedibili.

Con lo scontrino di Giulia (33 €/h), un percorso di 3 mesi non può costare meno di 10 × 33 = circa 330 €. Molti nutrizionisti scoprono di vendere oggi lo stesso lavoro a meno, solo perché è spezzato in visite.

Come fare il passaggio

  1. Calcola il tuo scontrino minimo e confrontalo con quello di oggi, visita per visita.
  2. Costruisci un percorso con un obiettivo, una durata e tutto ciò che fai già (anche quello che oggi fai gratis).
  3. Proponilo ai nuovi pazienti durante la prima visita o una consulenza conoscitiva.
  4. Comunica in modo chiaro e corretto: prezzo, cosa comprende, durata. Nessuna promessa di risultato.

Le domande più frequenti

Si può vendere un percorso a prezzo unico rispettando il codice deontologico?

Sì: si vende un servizio professionale con contenuti, durata e prezzo chiari, senza promettere risultati. Per i dubbi sulla comunicazione verso i pazienti fai sempre riferimento al codice deontologico del tuo ordine professionale.

Devo togliere le tasse dall’obiettivo?

Il calcolo usa l’incasso lordo. Quanto ti resta dipende da imposte e contributi del tuo regime: per i numeri esatti chiedi al tuo commercialista.

E i pazienti che vogliono solo una visita?

Puoi continuare a offrirla, a un prezzo che rispetti il tuo scontrino minimo. Il percorso diventa la proposta principale, non l’unica.

Fai il calcolo con i tuoi numeri nel calcolatore gratuito dello scontrino orario, oppure prenota una consulenza gratuita per capire come costruire il tuo percorso.

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